Eos, il fondo che porta gli investitori esteri nelle micro aziende

06/03/2018 – Corriere della Sera

Caccia grossa alle Pmi ad alta crescita. «Gli investitori esteri sono continuamente alla ricerca di società italiane di piccola taglia ma ad alto potenziale di sviluppo, diciamo con un fatturato compreso tra i 20 e 70 milioni di euro. La missione del nostro fondo è individuarle nel loro processo di crescita». Ciro Mongillo è l’ad e il fondatore di Eos Im, una società di investimeno con sede a Londra che opera su tre linee di business Eos energy, Eos private equity ed Eos fondo di fondi, tutte gestioni di diritto lussemburghese. Sotto i riflettori del team di analisi di Eos cadono dunque società che operano in mercati di nicchia, spesso considerate troppo piccole per entrare nell’orizzonte di investimento dei private equity più grandi. E che appartengono a settori come l’industria, il packaging, la componentistica, ma anche il chimico-farmaceutico e l’alimentare.
In questi giorni il braccio di private equity di Eos Im ha concluso la terza operazione di acquisto di una Pmi ad alto potenziale in meno di un anno. Si tratta della multinazionale tascabile Atex, una presenza produttiva in Italia e negli Stati Uniti, specializzata nella manifattura del cosiddetto «tessuto non tessuto», ricavato da un processo di lavorazionedei polimeri. L’azienda è stata rilevata al 70% per essere rilanciata e successivamente ricollocata. Atex, uno stabilimento a Gainsville in Georgia, negli Stati Uniti, ha realizzato un faturato 2016 di 47.5 milioni di euro. Le precedenti operazioni di Eos: l’acquisizione di Eurofiere, un leader nella progettazione e realizzazione di stand fieristici di alta gamma, e di Poplast, specializzata nel settore dell’imballaggio. «I nostri investitori sono per oltre due terzi operatori istituzionali, sia italiani che esteri, e per il restante family office oppure singoli individui con elevate disponibilità finanziarie» conclude Mongillo.

Corriere della Sera

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